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Visualizzazione dei post da Marzo, 2011

Che idea

Dovrei segarti le gambe fin sopra il ginocchio,
Per abbassarti,
Per poterti mangiare comodamente sulla sommità del capoccione,
Appoggiando i gomiti sulle tue spalle mentre mastico, fino a conficcarceli dentro.
Dovrei farlo, per riequilibrare le cose,
Per metterti dove ti meriteresti.
Per mettermi dove io merito.
Dovrei farlo, ma soffriresti.
E io non posso proprio sopportare nemmeno l'idea.

Un pensiero "Stitico"

Non riesce a partorire quel groviglio che le opprime la testa. Un po' come Giove con Minerva.Lei, che aveva sempre agito di pancia, e le piaceva tanto dichiararlo al prossimo! Bloccata nei pensieri, coi piedi frenati, né avanti né indietro, ma sempre lì, a fare il calco in terra. "Cos'altro mi tiene legata, così visceralmente attaccata"? Ormai vede cose che dovrebbero farla fuggire il più lontano possibile, a gambe levate e senza più voltarsi. Ma ancora c'era qualcosa a tenerla in sospeso, a star lì come a vedere che altro deve succedere, qualcosa che ancora, e ancora, non riesce a definire del tutto, spesso per niente, una cosa che non ha mai potuto - a larghi tratti voluto - definire mai. "Imbrigliare in una situazione standard" . Aveva sentito dire che le parole sono importanti. E' vero - pensava - il verbo "imbrigliare" taglia la testa ad ogni ragionamento. Diventa inutile discutere, impossibile trovare un punto di incontro. La sua testa…

Otto Marzo Duemilaundici

Piccolo fagottino,la tua mamma non poteva scegliere giorno migliore per presentarti al mondo! Oggi però è inevitabile il confronto con i soliti, femminili luoghi comuni, i numerosi "campi di concentramento" mentali e non nei quali ci relegano...oggi più che altri giorni. E' sempre così. Ci fanno credere nei modi più innocenti di essere le padrone del nostro mondo, e invece siamo costrette ogni momento a rivendicare il nostro essere, come se l'acqua dovesse per forza annegare per svelarsi acqua, o il fuoco bruciare per sentirne la forza, come se essere donna fosse una conquista. E invece non lo è, è semplicemente, chiaramente, inopinabilmente, meramente la nostra essenza. Nascere Donna è la genuina impronta del nostro passaggio nell'universo. Sarei contenta se, quando tu comincerai a farti delle domande, non esistesse più l'esigenza di rimarcare con una festa che nascere donna non è un limite, non una condanna, e certo non un peccato. Sarei grata se ti fossero ris…