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Visualizzazione dei post da Giugno, 2016

Gesti d'amore

Ogni bambino si diverte tantissimo con le pernacchie.
Fin da quando era piccolissima, con Cecilia abbiamo sempre fatto a gara: all'inizio bastava solo accennarle per scatenare grosse risate e per me, per la mia abilità mimica dico, era l'ideale. Poi man mano che cresceva la furbetta ha preso a rispondere e a rilanciare, e lì ho dovuto inventare un escamotage.
Come oggi, che mentre le cambiavo il pannolino ha preso a stuzzicarmi inondandomi - letteralmente - di sbruffi e pernacchie.
Lo stratagemma che uso affinché le mie siano pernacchie altrettanto potenti è di mettere un dito sull'estremità destra della bocca, come una zeppa: come il segno del silenzio, per capirci, ma spostato.
Che risate! Lei almeno, perché a me quando ho visto che aveva cominciato a spernacchiarmi col ditino vicino alla sua bocca, esattamente come me, mi si è annodata la gola e bagnate un po' le guance.
Ecco, io credo che l'amore sincero sia  quando qualcuno non si limita a riconoscere il tuo e…

Cena Cinese (from: "Briciole di Vita, 2007)

Eccoci tornati al consueto appuntamento settimanale con le mie disavventure semi serie! Oggi vi racconterò di quella volta che si era a cena al ristornate cinese. Ci ho ripensato perché proprio ieri se ne parlava. Non ricordo quale ricorrenza c’era in ballo, ma ricordo che eravamo tutte donne (per cui azzardo…festa della donna?). Eravamo lì al tavolo rotondo che si chiacchierava, si mangiava e si beveva…acqua però! Il fatto è che dopo un po’ ho sentito lo stimolo - non ancora troppo impellente in verità -  di andare a far pipì. Entrata in bagno però, mi sono accorta che la chiusura della porta era difettosa, e siccome  ho un brutto ricordo di porte bloccate (ih! Ih!...vi devo dire pure questa!) ho preferito uscire senza compiere ciò per cui ero entrata. Sono tornata  al tavolo e ancora: chiacchiera e mangia e bevi… alla fine lo stimolo era diventato molto più urgente! Fortuna ha voluto che la mia “amiga” Ange (che come avrete capito è mia compagna di merende nelle figure più barbine) mi di…

L'arte della levatrice

Ho sempre ammirato il metodo socratico, l'utilizzo del dialogo per portare alla luce i pensieri originali dell'interlocutore. Perché alla base c'è il rispetto dell'interlocutore stesso e dei suoi tempi.
Considero la terapia fisica una sorta di dialogo socratico.
Così stamattina durante la sessione di fisioterapia, la consueta domanda: "Come stai?" a cui è seguita la consueta, ma forse adesso direi automatica risposta: "Bene!"
Poi però mentre venivo sottoposta alle mani del mio angelo fisioterapista, sono venuti a galla una serie di punti annodati, di chiusure posturali, che negli anni ho imparato a collegare ad emozioni, circostanze, ma che oggi non riuscivo a spiegarmi.
La seconda cosa importante che ho imparato in questi anni, è che individuato un blocco, un problema, dovevo limitarmi ad osservare non giudicando(mi). Questa è una cosa dura davvero. Impegnarsi nella ripetizione dei movimenti senza pensare alle evidenti imperfezioni e limitazioni. E'…