Post

Visualizzazione dei post da Gennaio, 2017

Gesti d'amore

Ogni bambino si diverte tantissimo con le pernacchie.
Fin da quando era piccolissima, con Cecilia abbiamo sempre fatto a gara: all'inizio bastava solo accennarle per scatenare grosse risate e per me, per la mia abilità mimica dico, era l'ideale. Poi man mano che cresceva la furbetta ha preso a rispondere e a rilanciare, e lì ho dovuto inventare un escamotage.
Come oggi, che mentre le cambiavo il pannolino ha preso a stuzzicarmi inondandomi - letteralmente - di sbruffi e pernacchie.
Lo stratagemma che uso affinché le mie siano pernacchie altrettanto potenti è di mettere un dito sull'estremità destra della bocca, come una zeppa: come il segno del silenzio, per capirci, ma spostato.
Che risate! Lei almeno, perché a me quando ho visto che aveva cominciato a spernacchiarmi col ditino vicino alla sua bocca, esattamente come me, mi si è annodata la gola e bagnate un po' le guance.
Ecco, io credo che l'amore sincero sia  quando qualcuno non si limita a riconoscere il tuo e…

Epifania

L'Epifania è la manifestazione di una meraviglia, che a quel punto diventa realtà non più ignorabile.
Ci sono persone luminose come Epifanie permanenti.
Ma ugualmente, c'è chi non sembra minimamente accecato dal loro bagliore. Anzi, Questi ultimi li vedi scorgere una luce dentro occhi, o cuori che somigliano più ad antri paurosi.
Qual è il miracolo allora? E quale il peccato?
Son sventurati o benedetti quegli occhi che vedono le stelle nel nero carbone, mentre ignorano il sole?
Non lo so davvero.
Fuori nevica, e penso solo che una rivelazione è sì una meraviglia, ma che sta negli occhi di chi guarda.

La stazione (26/04/2007)

Quando ero un’allegra e spensierata studentessa universitaria al terzo anno ho avuto la fortuna (o la sfiga, boh?) di condividere l’appartamento con l’amiga Ange, una persona che negli anni è diventata una delle mie più amiche amighissime, nonché la mia preferita compagna di figure!!! Era un lunedì, uno dei soliti in cui s’era ripreso il trenino (o “lettorina”, che dir si voglia)  e si tornava al paesello adottivo per iniziare una nuova ed "entusiasmante" settimana universitaria  Fatto sta che all'arrivo alla stazione ci prepariamo a scendere (questa della preparazione ve la devo dire: persone che si preparavano a scendere già dalla penultima stazione; prima una manica del cappotto, poi l’altra, dopo qualche secondo la valigia, e poi altri 10 minuti in piedi ammassati sulla porta!!! Il tutto, perché poi arrivati alla stazione si doveva scattare verso il bar per acquistare i biglietti del bus, per poi correre fino alla fermata…insomma era una vera gara). Comunque arriviamo e…