Natale Duemilaundici

Un giorno felice, di gioia pura,
stare con la mia famiglia, la mia numerosa, caciarona, straordinaria famiglia... E' stato.fantastico.
A te non ho pensato mai nemmeno un momento. Fino all'unica occasione in cui m i sono trovata sola, e stanca. E' stato allora che hai approfittato delle mie difese sguarnite e ti sei intrufolato nuovamente.
Ti ho sentito mancare in un punto preciso del mio corpo.Non c'eri nella stretta della mia mano.
Nel momento in cui ho realizzato questa assenza l'ho mossa, ho cercato la tua...
Non c'era, e ho pensato che in quel momento poteva essere stretta da altre mani.
Là mi hai fatto male, ancora una volta.
Però che sorpresa scoprire che il male durasse poco, giusto il tempo del pugno. Nessun dolore postumo.
E allora mi sono convinta che andrà così anche la prossima volta, e poi sempre meglio. Che arriverò persino a tollerare in maniera neutra la vostra presenza, che magari torneremo anche a parlare...
Ho arrestato bruscamente il flusso dei pensieri.
Mi sono fermata, ho sorriso. No. Questo non sarà possibile. anzi, non sarà necessario.
pur avendole marchiate a fuoco dentro, le cose infami che ho scoperto tu sei, non sento affatto il bisogno di dirle, ad uno come te. Ad uno che oggettivamente vale quanto una foglia morta.
Ho solo voglia di renderti il più invisibile, inconsistente, evaporabile, volatile, inerte che sia possibile.

l'Autoironia..... tutte le seghe (mentali) si porta via

"Si dice che ad ogni rinuncia corrisponda una contropartita considerevole"
diceva la Consoli.
"What goes around comes around".
Aggiungeva Bob Marley.
"Tutto ciò che fai indietro ti torna"
Concludeva Mia Nonna.
Se poi ci metti i quotidiani attestati di stima, e le benedizioni che ricevo da ogni parte, direi che il mio premio rivalutato sarà enorme.
Però mi vien da dire:
"Io non godrò nulla del buono che mi è stato riservato".
E non perchè non ci creda....
e non perchè sia pessimista...
ma perchè quella mole di benedizioni, e di azioni donate, si saranno talmente accumulate che mi si riverseranno addosso d'un unico botto, a valanga.
E io vi rimarrò sotto. Schiacciata. Soffocata. Stecchita.

Considerazioni finali

Preferirei soltanto leggere dell'Amore, piuttosto che incrociarlo di nuovo sulla mia strada.
E' perchè l'Amore che gira nel Mondo è soggetto alle regole di quest'ultimo. E quindi di regole non ne ha.
ma soprattutto come il Mondo è irrazionale, dissennato, privo di una minima traccia di sensibilità.
Un Mondo senza sentimenti, che vive in balìa del caso e senza nessuno scopo da perseguire.
E' per questo che l'Amore non ha senso e sa essere crudele.
L'Amore che scorre tra le pagine di un libro no.
Esso viene dal cuore degli uomini, che per quanto cattivi, hanno una coscienza. In un Libro l'Amore è provvido, leale, e determinato nel suo obiettivo: l'amore.
Un Amore romanzescamente coscienzioso non è pericoloso come un Amore dissolutamente reale...

(Io, dopo aver chiuso 1Q84)

Il mio film preferito.

Avevo un film.
Era il mio prediletto.
C'era dentro il mare, la tempesta, il profumo della sabbia, il sapore del sale,
il caldo tepore di un paio di braccia, un cervellotico pensiero ricorrente.
Ogni giorno aveva una trama inaspettata,
era difficile da seguire,
ma amavo i suoi tornanti pericolosi,
e mi mettevo alla prova sostenendo le scene più forti.
Era il mio film.
Ma tu l'hai esposto al sole, e
non me ne rimane che una pellicola bruciata.

Inventario (post in divenire)

Una strada disseminata di mail - migliaia di minuti wind - memorie numeriche - due tazze che vorrei rompere - tavolini nel mezzo e ginocchia che si toccano - mani sotto il tavolo - attese deluse e ripagate - quattromila giorni, altro che Baglioni - gocce di condensa sui vetri di un'auto - un cane - foto rubate, foto regalate, foto strappate.... - rimorso....
Silenzi stretti nello spazio tra un viso ed un collo - lacrime asciugate da labbra - lacrime sprecate - lacrime ricacciate - lacrime lasciate cadere senza appello - lacrime di gioia piccola -risa soffocate - risate a testa rovesciata - risate che mancano da troppo - vocine da cartone animato - vite parallele segrete a tutti tranne che a me - Prime volte - Ultimo bacio - ultimo giorno - prima e ultima volta.
Attese ambulatoriali - vicinanza del cuore - certezza che ci sei e ci sarai comunque - una sola città, persone diverse - Rabbia - risentimenti soffocati ma latenti - Ripicca, e ancora rimorso - bugie a fin di bene, ma non so ancora per bene di chi - una spiaggia sotto gli occhi della Luna di luglio - lune nuove e spiagge conosciute - sogno di nuovi lidi... - Angoli di mare su cui surfa un pensiero - il primo pensiero la mattina e l'ultimo la sera - la felicità nello scoprire che lo condividevamo - la rabbia e la disperazione nello scoprire che qualcunaltro ce l'ha rubato.
Boschi fatati - serenate di grilli - Albe indaco del cielo e del cuore - Treni - Letti - Camere d'albergo - Segreti - Rispetto - Pazienza - biglietti scritti a penna - lettere lunghissime date al buio - dirsi Ti Amo - odori rubati e profumi regalati - scimmiette e paperotti.
Un braccio - una spalla di appoggio - labbra e ancora labbra... - braccia infinite - braccia intorpidite - trame fitte di dita - Un piccolo neo che nessuno vedrà - respiro che manca - respiro che si sincronizza - prove di asincronictà continuamente ignorate.
Una vecchia casa fredda - una nuova casa svuotata di fretta - una casa temporaneamente mia, e c'eri anche lì - poltrone di un cinema - un grosso divano policromo - sfighe e guai, e la voglia di esserci ancora di più per questo -sensazioni terrificanti -svelamenti insperati e indesiderati.
Canzoni... attraverso le barricate - dentro i paragoni nello steccato dietro casa - di città a fuoco - di cartoni animati - di scrivimi e pensami almeno un minuto ....
Ancora paure - ancora rassicurazioni non convincenti - altri rimpianti, o forse ora rimorsi - sorrisi bellissimi - sorrisi estremamente desiderati che potrebbero latitare ancora - un peso, un vincolo, un legame indissolubile nonostante gli eventi.
Torte a sorpresa - kebab fuori orario -cene a due - dormire, sapendoti vicino - ore di freddo penetrante dentro e a bordo campo - decisioni unilaterali da rispettare, da combattere...o da subire - perdite - lutti - furti - a cui avremmo voluto rimediare.
Viaggi chilometrici - un'altra bellissima città, anzi due - tramonti su colli vicini che si trasformano in eterni -un folle proposito fortunatamente mai attuato (avrebbe allungato la lista alla voce "rimorso") - un test di gravidanza - auto in panne - motorini a terra -Caldo infernale - neve angosciante -versi sanguinati dal cuore.
Medici provvidenziali e medici maledetti - cocci di anima e piezz ' e core - Occhi negli Occhi, un ritornello - tentativi a vuoto di inversione a U - lucida pazzia - sguardi glaciali e parole di fuoco - segreti mantenuti - bugie disperatamente perpetrate - dignità svenduta per rinnovare un'illusione - Ego che prepara la misera disfatta.
Pagine di carta - pagine elettroniche - pagine di libri che mai più mi presterai, o mai più riavrò - altre persone con visi familiari ma che non riconosciamo più - appartenenza -oppressione - voci registrate che non riesco ancora a cancellare - tende da campeggio - coincidenze - piani del Fato - Amici comuni e divisi - Errori su errori- vite volontariamente messe all'asta.
Ricordi da chiudere al più presto in uno scatolone - ricordi marchiati a fuoco che non so come mandare via. E chissà se tu hai trovato il modo.
Due strade parallele che a seconda del soggettivo punto di vista parevano la stessa, o a ragione rimanevano distinte. Fino all'inequivocabile bivio, ora hanno preso direzioni opposte.
Di me e per me
ora parlano gli occhi e le canzoni.
Di te
ora non voglio sapere.
Ho aperto il Vaso di Pandora e liberato i peggiori mostri,
ora voglio solo chiuderlo, e gettarlo nelle viscere di questo Mondo,
sperando che almeno sia concime
per un Fiore puro.

Vigilia

Ferma sull'uscio del Domani
aspetto un Vento foriero di benedizioni,
mentre l'Estate chiude la valigia prima di scappar via.

Una settimana e un giorno

Una cascata di ricordi sei,
e uno scroscio di emozioni,
che mi schiaffeggiano senza sosta.
E io non so più
come fare per respirare,
Ancora.

Autoritratti

Di un Gatto
mi piacerebbe l'istinto indipendente,
del Mare
l'instancabile costanza.
della Pioggia
l'autunnale sussurro,
della Luna
l'algido distacco.
di una Madre
il perdono rassicurante,
del Padre
l'inflessibile durezza.

Con tratti decisi
e toni acquerellati mi disegnerei.

Leggoescrivoscrivoeleggo

Leggo e scrivo, scrivo e leggo in questi giorni.
Accade sempre quando sensazioni ed emozioni sono fastidiosamente pungolate. Quando, insomma, ti buttano per terra e senti le gengive escoriate da pietre, e ingoi la polvere...quando per via del dolore ti rendi conto di essere viva.
Lo so, è la solita banalità. L'hanno scritto tutti una volta almeno. Ma proprio per questo tutto sommato è la verità, quindi prendetelo così com'è.
Quando sei felice è come se abitassi in un sogno perpetuo, e vaghi ovattato come se ti mancassero i riferimenti per dire "è vero". Quando stai male...beh, il dolore è reale e quindi sai di esistere in quel preciso istante.
Mentre scrivo in sottofondo rantola il condizionatore. Il fresco però non è piacevole, ho la nausea. Fuori è Settembre, ma lui non sa di esserlo: è caldo, una caldissima bottagna. Anch'essa, ovviamente, sgradevole. Ma penso che a giorni la rimpiangerò, e quindi mi lascio investire senza batter ciglio.
Da più o meno una settimana sono ferma sul bordo, su un ciglio, a cavallo di un uscio. Non ho ancora capito se sia un'entrata o un'uscita, so però che attraversandolo necessariamente cambierà lo scenario. E' già cambiato.
Ma la botta è stata così secca che ancora gli occhi non si sono abituati al lampo, e vedono ancora quello che era prima....o non è mai stato e solo immaginato. Comunque vedono solo ciò che vogliono vedere.
L'ho sempre saputo, non è una sorpresa. Però è come se io non avessi certi meccansimi di difesa rinforzati e raffinati, ma solo quelli più atavici: cioè...graffio e mordo, ma non so salvaguardarmi dalle situazioni in cui si è costretti a mordere e graffiare e dove una persona dotata si guarderebbe bene dall'infilarsi. Ci sono alcuni veramente bravi in questo, e io li ammiro. Sono quelli che vincono sempre tutto.
Ma forse non vincono un accidente manco loro.
Di uno così ho appena finito di leggere un libro. Lui, uno di quelli che dice: "ragioniamo". appunto. Un razionale. Però lui nel libro sembra biasimarli un po', i razionali. Si perdono cose, e vorrebbero recuperarle fuori tempo massimo. Lui saprà di cosa parla, perchè ci è sicuramente passato e forse, a tratti e solo un po', ma si odia. Io no. non mi odio ma a volte mi faccio pena, e non so cosa sia peggio.
E allora? Il punto qual'è?
Il punto è che vorrei prestarlo a qualcuno sto libro, e stavolta costringerlo io....a "ragionare". A svelargli come andranno le cose, a predirgli il futuro, per mostrargli il fallimento e per una volta far vincere anche Me.
Ma tanto già lo so. Anche se chiedessi conferma a quello scrittore. Lui mi direbbe che quelli come lui non puoi tentare neanche di farli ragionare, figurati costringere.

Mare a Settembre

Attimi passati con il mare settembrino
e mi sento come il tempo dopo l'amore.
Trame scompigliate di capelli,
pelle accaldata.
mi riporto addosso, appiccicati,
gli stessi umori, lo stesso umore.

Claustro-Libera-Mente

"Che cos'è la Libertà?" - Le chiese -
"La Libertà è un trionfo di Autonomia" - Gli rispose.
"Sì, ma cos'è, com'è fatta? Di che sa...?"

La Libertà...
E' la vertigine che provi prima di un tuffo senza paracadute,
è fatta di sguardi vorticosi,
è il nodo che ti attanaglia lo stomaco quando sprofondi nell'infinito del mare,
è la gola che si rifiuta di aprirsi all'ossigeno quando senti di temere...o temi di sentire,
è il silenzio roboante che ti investe nella notte spaziale,
è due occhi di cane trepidanti nell'incessante aspettare,
è la danza sospesa, perpetua e immobile, di una foglia sul mare,
un volo solitario, di cui non puoi condividere il sapore.
è il peso plumbeo, che nessuno ti allevia,
è un braccio mozzato,
una lacrima mai asciugata,
un Eco senza risposta.
La Libertà è un dono prezioso, a cui non tutti sono votati.
La Libertà è l'ombra di una catena rischiarata da una piccola lucciola,
senza la quale essa sarebbe invisibile, e invivibile.

"Correspondances"(secondo me)

Partono Canzoni che ti tengono incollata al sedile dell'auto che stai guidando; che ti incollano gli occhi alla strada che stai percorrendo come un automa; che ti incollano la lingua al palato come una foglia secca su umida terra; che ti tengono incollata alla vita solo perchè ti accorgi di respirare ancora.
Arrivano Sogni che ti dormono accanto una notte, e ti si appiccicano addosso per il tempo che verrà. Sono come quegli odori persistenti che a volte tenti di schivare, ma che ad ogni angolo svoltato ti ritrovi a dover fronteggiare.
Sussurrano Presentimenti nelle orecchie, sospirano così piano e piacevolmente come fossero sirene ammalianti, che quasi credi di non sentirli, sei sicuro di poterli ignorare; mentre Quelli ti lavorano ai fianchi e ti rodono il cervello che ormai è troppo tardi per salvarti, per salvarlo,
per salvarVi.

Uccello migratore


Una gabbianella che vola da cale a lidi,
non riposa,
senza sosta va a cercare
la spiaggia che completi il suo mare.
Ma non c'è mare che acquieta
il suo anelito incessante,
Non c'è spiaggia che può darle sollievo,
perchè il mare mosso ancora se lo porta dentro.

Riflessione dolceamara

Ci deve essere una bella differenza tra "scordato" - nel senso armonico del termine - e "accordato male".
Perché se il primo indica una situazione del tutto casuale, involontaria,
il secondo è certamente espressione di una diabolica intenzione.

Libero sfogo

Non è che io abbia intenzione di deporre le armi,
di ritirarmi vinta... o a limite imbattuta,
Però a volte sapere il nome del tuo nemico,
guardarlo dritto nelle "palle degli occhi",
potrebbe rivelarsi utile, credo.

Piccole Coincidenze

Ti ho sentita andare via a cavallo della Ruah di questa notte,
e poi ti ho sentita tornare dentro il profumo di Colonia.
Ti ho vista nel sorriso soddisfatto di quel Cane,
in quel suo annusare per controllare la situazione,
Ti ho sentita parlarmi attraverso una canzone
"dovunque andrai io sarò con te..."
Ti ho immaginata nelle parole di un bambino,
che erano così lucide e sicure, che davvero ho pensato gliele avessi suggerite.
Mi hai accarezzato con una lacrima,
E lì ho capito che la pena che avevi avuto si era trasformata nella mia prossima conquista.

Ti ho chiesto di lasciarmi solo un briciolo di quella cosa che tu sai,
Non hai risposto, tu.
Ma per te lo ha fatto ogni piccola, non fortuita coincidenza.

Solo...

...Ognuno sta
con i suoi spilli puntati al fianco,
a contarli,
sfilando e rinfilando più a fondo.
Come se
solo da quel volontario togli e metti
dipendesse il ritmo del proprio respiro,
il palpito del proprio cuore.

Maggio

Mese di nuove luci e rinnovati colori, di affascinanti profumi che riempiono i corpi di voglia di vita.
Un mese Intenso,
Intenso come l'Amore, Quell'amore che riecheggia nei ricordi, che nostalgicamente aneli, e che sistematicamente perdi. E' l'Amore che non può essere proprio quello scritto sui libri: sebbene sia una forza universale, diverse e innumerevoli sono le sue forme, e mai potrebbe imitare se stesso.
Intenso come il Dolore.
Quel dolore che ti spacca e ti apre il cuore, come i fiori che lacerano il proprio bocciolo per mostrarsi in tutta la loro beltà ed offrire al mondo il loro profumo.
Un dolore buono, dal gusto quasi mellifluo, che consola e vivifica e scopre in quelle ferite i semi della speranza.
Intenso come la Morte.
quella morte che sfiori, che avverti aleggiare, quella che preghi e quella per cui ti disperi, la morte che presagisci...
Intenso come la Vita.
Quella Vita che disperdi e rinnovi, che progetti e che lasci al caso, la vita che molli e che riprendi per un ciuffo, la vita che hai e quella che vorresti, quella che ti guadagni e quella che svendi al peggior offerente.
La vita, che dopotutto è racchiusa in un soffio d'aria, un respiro profondo che spolvera il baricentro del tuo equilibrio.
Quel respiro, che ci tiene attaccati alla vita, che nella frenesia che ci passa intorno e attraverso, ci mantiene saldi come un faro nella tempesta.
Respira più che puoi l'aria di Maggio....
Essa è carica di germogli, e di promesse che rinnoveremo a noi stessi.

Un pensiero "Stitico"

Non riesce a partorire quel groviglio che le opprime la testa. Un po' come Giove con Minerva.
Lei, che aveva sempre agito di pancia, e le piaceva tanto dichiararlo al prossimo! Bloccata nei pensieri, coi piedi frenati, né avanti né indietro, ma sempre lì, a fare il calco in terra.
"Cos'altro mi tiene legata, così visceralmente attaccata"? Ormai vede cose che dovrebbero farla fuggire il più lontano possibile, a gambe levate e senza più voltarsi.
Ma ancora c'era qualcosa a tenerla in sospeso, a star lì come a vedere che altro deve succedere, qualcosa che ancora, e ancora, non riesce a definire del tutto, spesso per niente, una cosa che non ha mai potuto - a larghi tratti voluto - definire mai.
"Imbrigliare in una situazione standard" . Aveva sentito dire che le parole sono importanti. E' vero - pensava - il verbo "imbrigliare" taglia la testa ad ogni ragionamento. Diventa inutile discutere, impossibile trovare un punto di incontro. La sua testa preferiva "categorizzare", all'aristotelica maniera. O meglio: qui si era sempre trattato di non categorizzare. Nessuno protocollo di riferimento.
Ma forse Aristotele aveva ragione. Non si è - non ci si percepisce come parte del mondo - se non in funzione di un app'artenenza ad una categoria. E una cosa che non è categorizzabile.... non esiste! Solo questo ricordava delle ore di filosofia adesso.
"Non esiste e basta". Solo lei vedeva, nessun altro. E la sensazione era che piano piano quella negazione silenziosa la stava condizionando. Qualcosa stava cambiando, perchè qualcosa stava scomparendo dal suo sguardo interiore.
Le venne in mente anche altro, perfettamente abbinabile a tutto quel parto difficoltoso. una frase di un film leggero visto qualche giorno prima: "Forse l'importante non è dove vai, ma quello che provi mentre stai andando". E se lo ricordava perchè in quel frangente ne aveva sorriso. Un sorriso amaro, certo.... riassumeva precisamente gli ultimi dieci anni della sua vita.
"Ma se non conta dove stiamo andando.... io cosa è che sento?" mah.... Eco. Vuoto.
Ma ebbe un lampo, e decise che ancora una volta stava sbagliando la collocazione in qualche categoria... è che in realtà non era mai stata un'aristotelica estimatrice, solo il sillogismo le veniva facile: "Le donne hanno le tette, Platinette ha indubbiamente le tette, Platinette è una donna", per capirci....
A pensiero compiuto il suo sguardo si fece indescrivibilmente interrogativo, e concluse che forse nell'ora di filosofia doveva stare più attenta e flirtare di meno col ragazzo dietro di lei.
Scansò via i ricordi e si rituffò nel groviglio che non voleva venir fuori. Provò a ripartire con un " i sentimenti muovono emozioni". Anche allora...tutto taceva, fermo immobile "dato il mortal sospiro". Ancora il nulla. Ma era possibile categorizzare il nulla tra i sentimenti? che ne avrebbe detto Aristotele?
C'era qualcosa che non andava.
Era molto arrabbiata per quel vuoto, perchè nel tempo aveva accumulato molte cose , e adesso non le trovava più.
Macchè, aveva sbagliato ancora categoria. Quel groviglio pesante non era nulla, altrochè, e il vuoto che sentiva non era altri che la rabbia stessa.
Era piena , e non riusciva a sgravarsene.

Otto Marzo Duemilaundici

Piccolo fagottino,
la tua mamma non poteva scegliere giorno migliore per presentarti al mondo!
Oggi però è inevitabile il confronto con i soliti, femminili luoghi comuni, i numerosi "campi di concentramento" mentali e non nei quali ci relegano...oggi più che altri giorni.
E' sempre così. Ci fanno credere nei modi più innocenti di essere le padrone del nostro mondo, e invece siamo costrette ogni momento a rivendicare il nostro essere, come se l'acqua dovesse per forza annegare per svelarsi acqua, o il fuoco bruciare per sentirne la forza, come se essere donna fosse una conquista. E invece non lo è, è semplicemente, chiaramente, inopinabilmente, meramente la nostra essenza. Nascere Donna è la genuina impronta del nostro passaggio nell'universo.
Sarei contenta se, quando tu comincerai a farti delle domande, non esistesse più l'esigenza di rimarcare con una festa che nascere donna non è un limite, non una condanna, e certo non un peccato.
Sarei grata se ti fossero risparmiati gli innumerevoli esempi di inadeguatezza di certi uomini - tanti, ma non tutti per fortuna - alle innumerevoli risorse che le donne sanno cavare dal nulla.
Sarei sollevata se invece di soffocarle, avessero imparato a goderne serenamente anch'essi.
Desidero per te che non ti sfiori mai nemmeno il dubbio che le donne debbano sforzarsi in qualche modo di dimostrare al mondo che ci sono, e che capissi al volo, semmai qualcuno provasse a indurti questo sospetto, che è per soggezione che proveranno ad atterrarti.
Perchè è lampante ai loro occhi questa manifesta facoltà, accecante il tesoro che brilla dai nostri occhi, a volte ingombrante il nostro dono.
Ogni Donna è un universo in miniatura ricolmo di ricchezze e di posti segreti e mozzafiato, e lei stessa ne è l'esploratrice. E' un mistero da svelare, un'arma potentissima che non ha paura di misurarsi col proprio destino.
Ti guardo nel tuo placido riposo, e so che la consapevolezza del tuo femminile valore è già racchiusa nel tuo posto segreto. Ti prego, non ammonticchiarci sopra scatole di timori, pacchi di ansie e valigie di sensi di colpa. Non nasconderla mai per compiacere qualcuno che ne ha paura. Non sentirti mai costretta a rinnegare la tua femminilità, o a svenderla per guadagnarti il tuo sacrosanto posto nel mondo.
Spero e prego, piccola donna, che un giorno potrai rileggere questi desideri appena sussurrati e che ti sembreranno solo deliri, mostri della fantasia.
Non perdere mai due cose: la capacità di chiudere il mondo e le sue brutalità fuori dai tuoi occhietti sonnacchiosi, e quel sorriso, grande e inaspettato che apre il cuore a tutti quelli che presenziano a questo tuo miracolo.
Benvenuta Alessia, piccola grande Donna!

Pensiero della sera

L'orizzonte mi si volta di spalle ogni tre per due.
Si riempie di nubi confondenti ogni angolo di cielo.
Sono su un'altalena continua.
Cerco solo di non farmi venire il vomito.

Punto

E a Capo.
Riprendendo ogni giorno da me, per me.
Con un... anno in più?
No.... solo un giorno,
solo un'ora,
solo un istante.
Quello della consapevolezza che non è necessario
un giorno esatto per capovolgere la Vita,
quello è ovunque
tranne che sul calendario.

Buon Capovolgimento a tutti.

Gennaio-26

 Ho rinchiuso tutte le belve. Non ricordavo ne fossero così tante, alcune le credevo defunte, e invece stavano ancora là. Comunque le ho cat...