Cerco di non scompormi più di tanto
quando mi dicono che Tu non sei così,
Che non sei né confuso, né indeciso, né pentito.
Ma che è solo un copione vecchio,
un film visto e rivisto.
Che cambiano le protagoniste, che in realtà siamo solo comparse...
Io non riesco a crederci fino in fondo.
Probabilmente è solo (solo?) perché io non posso essere una figurante nella mia visione da illusa.
Eppure c'è chi quel film l'ha visto milioni di volte, e seppure dovrebbe per la capacità di ripeterti senza differenze,
non si meraviglia più.
E a questo spettatore dovrei dare credito,
e non dovrei stare ad aspettarmi che questo vecchio film cambi a sorpresa il finale.
Invece sì.
Sto qui, a fissare lo schermo come quando al cinema guardo qualcosa che mi emoziona
ma non voglio darlo a vedere, per pudore.
E con una smorfia dissacrante e presuntuosa stampata in faccia rimango fissa immobile,
quasi che se muovessi un muscolo qualsiasi tradirei i miei desideri più irraggiungibili.
Così ascolto quelli che mi raccontano il tuo vecchio copione.
Faccio in modo di mostrare che ci credo, che non c'è niente di sorprendente.
Perché in effetti il sorprendente non saresti tu, non sarebbe fuori dal comune quel modo di fare,
o quelle intenzioni. Classico cliché da vecchio film.
Ciò che è sorprendente e fuori dal comune sono io, Io che ancora mi ostino a credere
che una volta tanto il finale per me possa essere diverso.
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