Un nuovo sole riemergeva dal mare rischiarando il rosa del mattino.
il mio cuore era pieno di domande, e tra queste nessun dubbio,
la mia testa traboccante di Perchè da sfamare.
Io fremevo, anelavo, immaginavo.
Calore ed energia di quel sole così caldo hanno nutrito i miei sensi,
la spuma del mare ha riempito le mie narici,
Nei fiori più brillanti sono annegati i miei occhi.
Ho amato, gioito, contemplato.
Ma ecco che le nubi si sono alzate d'improvviso all'orizzonte.
Il vento tagliente ha sferzato il mio volto,
e brividi implacabili mi hanno attraversato fino nel profondo.
Ho imprecato, temuto, pianto.
E' arrivata la notte che mi ha colto di sorpresa.
Non grilli, ma ululati,
non brezza estiva, ma gelo.
Ho pianto, pregato, sperato...
Ora il vento è calmo, e il mondo intorno a me sembra fatato:
un manto color Indaco l'avvolge,
e da lontano arriva un debole raggio che prelude al sole.
Presto arriverà il rosa del mattino e un nuovo giorno.
Mi alzerò, combattero, rinascerò.
4 commenti:
La quiete dopo la tempesta...goditela leoncina...te la meriti :*
Non si finisce mai di combattere. Ed è giusto che sia così. Non ti so vedere inerme, passiva.
L'alba, poi, è il momento migliore per ricominciare.
Un abbraccio.
eccola qua:
Sara sempre Sara fortissimamente Sarik!!
ciao bellezza :D
Dudina: :***
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