Conati di riflessione

Sei la sorprendente regola di ogni legge di Murphy nota o sconosciuta, così come
Sei la la consueta eccezione di ogni ordinario ciclo vitale, di qualsiasi karmica, meritevole disposizione benevola del destino.
Che non dimentichi mai niente, o nessuno, neanche quando non ti riguarda nè per competenze, nè per appartenenza, è la regola pure,
con l'eccezione - direi non proprio dovuta - che di quanto sopra ti scordi sistematicamente, seppur ti riguarda in prima persona.
Credi fermamente ad una legge universale degli equilibri.
Probabilmente tu nei sei la valvola di sfogo, dovresti gioire di cotanto ruolo.

My Mathilda

Mentre scrivo fuori scende la neve.
una leggera coltre che copre il panorama, e un pezzo di strada che abbiamo fatto assieme.
Te ne sei andata.
Senza fiato, senza rumore, a passo felpato.
Ti guardavo mentre fissavi il sole, ti riempivi gli occhi dorati dei suoi raggi, Io sapevo che ne avevi bisogno e ti ho lasciata fare.
Ti spostavi solo per seguirlo, senza mai distogliere lo sguardo.
Credevo di sapere cosa sarebbe successo, credevo di sapere a cosa ti servisse quella fiera posa di sfida.
Non lo sapevo, non potevo immaginare.

Mi sono voltata un attimo e quando ti ho cercata non c’eri più.
Non capivo, non me lo riuscivo a spiegare, mi disperavo e inveivo solo e non me lo perdonavo. Avrei dovuto prenderti e impedirti di correre verso il sole, contro la tua volontà tenerti con me, e curarti, e legarti. Avrei voluto, avrei potuto, avrei dovuto…. Ma tu avevi già deciso tutto.
Nella mia mente ormai è pietra l’idea che tu hai sempre saputo tutto, sin dall’inizio, sin dal giorno in cui ho incontrato i tuoi occhioni, testardi quanto grandi. Ora capisco tante cose. Capisco la tua remora nel donarti a noi. L’ho chiamata “scorza dura”, l’ho chiamata diffidenza. Non ci ero neanche lontana. Hai evitato coscientemente di legarti per non farci male.
Solo con uno sei stata totalmente te stessa, ma è esattamente come te e sa come vanno queste cose, non avevi bisogno di ripararlo dalla verità. Adesso credo che più degli uomini quelli come voi sanno davvero cos’è la Morte. La Morte è l’atto estremo che si deve affrontare contando solo su se stessi, vale poco la vicinanza e il calore di chi ci sta intorno, almeno per chi muore, forse conta solo per placare i sensi di colpa degli altri intorno.

Mi piace pensare che hai continuato a spostarti per seguire quei caldi raggi, e poi quando Apollo ha deciso di rientrare il carro tu ti sei accoccolata nel punto più alto per goderti lo spettacolo, e poi hai chiuso gli occhi, piano piano, a fessura, con la stessa lentezza del sole che andava giù.

Commenti

Sarik ha detto…
Cry, ti piace la foto? è lei, la piccolina..... :')
cry ha detto…
La foto è stupenda, tenerissima!!!!
max ha detto…
Coraggio, gli animali ci danno tanto senza chiedere nulla....
;*
Sarik ha detto…
è vero max, ed è per questo che l'angoscia non riesco a mandarla via, perchè ho visto i suoi occhi sofferenti, ma imploranti di lasciarla fare, ho sentito i suoi miagolii senza suono, emissione di fiato e stanchezza.
Ero lì e l'ho coccolata e amata finchè ho potuto, ma ancora non mi sembra abbastanza.
E nei momenti di profonda tristezza non faccio che pensare a dove si sia potuta nascondere, dove possa in questo momento trovarsi il suo corpicino. E poi mi faccio forza e provo ad immaginarla ancora che sfida il sole fino al tramonto....
cry ha detto…
Buon Natale piccola :*
max ha detto…
Ti auguro un anno migliore ricco di felicità!

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