Natale Duemilaundici

Un giorno felice, di gioia pura,
stare con la mia famiglia, la mia numerosa, caciarona, straordinaria famiglia... E' stato.fantastico.
A te non ho pensato mai nemmeno un momento. Fino all'unica occasione in cui m i sono trovata sola, e stanca. E' stato allora che hai approfittato delle mie difese sguarnite e ti sei intrufolato nuovamente.
Ti ho sentito mancare in un punto preciso del mio corpo.Non c'eri nella stretta della mia mano.
Nel momento in cui ho realizzato questa assenza l'ho mossa, ho cercato la tua...
Non c'era, e ho pensato che in quel momento poteva essere stretta da altre mani.
Là mi hai fatto male, ancora una volta.
Però che sorpresa scoprire che il male durasse poco, giusto il tempo del pugno. Nessun dolore postumo.
E allora mi sono convinta che andrà così anche la prossima volta, e poi sempre meglio. Che arriverò persino a tollerare in maniera neutra la vostra presenza, che magari torneremo anche a parlare...
Ho arrestato bruscamente il flusso dei pensieri.
Mi sono fermata, ho sorriso. No. Questo non sarà possibile. anzi, non sarà necessario.
pur avendole marchiate a fuoco dentro, le cose infami che ho scoperto tu sei, non sento affatto il bisogno di dirle, ad uno come te. Ad uno che oggettivamente vale quanto una foglia morta.
Ho solo voglia di renderti il più invisibile, inconsistente, evaporabile, volatile, inerte che sia possibile.

Commenti

serenella ha detto…
Ce la puoi fare....Un bacio.
serenella ha detto…
Ce la puoi fare....Un bacio.

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