Dear Santa...

Dear Santa Claus,
Sono in dubbio se scriverti nella mia o in altre lingue; potevo fare un minestrone linguistico tipo quello che scrissero tempo fa a Johhny Depp, che fece tanto successo, così tra un like e uno share magari questa mia ti arrivava in velocità, ma alla fine ho pensato che ormai è roba vecchia pure quella.
Il fatto è che non so se tu le sai tutte le lingue: teoricamente sì, ma visti gli esiti negli anni, qualche dubbio mi è rimasto.
Alla fine scrivo come viene, sperando che qualche elfo che viene in vacanza in Italia ti traduca in caso di difficoltà.
Innanzitutto ti volevo dire grazie per quel Natale, '88 o giù di lì, quell'anno che riuscii a ricevere esattamente quello che avevo chiesto: la casa di Barbie e la coppia di Barbie Tropical, coi capelli fino al culo e l'abbronzatura da urlo, due, una per me e una per mia sorella.
Certo... il fatto che la consegnasti in custodia ai miei qualche settimana prima, e che mia madre decise di farmela persino vedere in anticipo - per strapparmi la promessa di comportarmi bene almeno fino a Natale - fu dura da digerire per una novenne, ma col senno di poi capisco che è piuttosto impossibile pure per te consegnare miliardi di regali in una sola notte.
Ricordo che non fu nemmeno così divertente il nonno travestito da pagliaccio-bandito che consegnava pacchi dalla finestra: cioè, più che altro pensavo a te e un po' mi vergognavo per quella farsa.... per esempio mio fratello ne rimase piuttosto traumatizzato (e i segni ancora si vedono), e credo che neanche tu l'hai presa tanto bene perché da allora in poi delle letterine te ne sei un po' fregato e hai fatto "a gusto tuo".
...Solo adesso mi chiedo se fu un caso che rispettasti diligentemente quella letterina dell' 88 o se l'incomprensione delle successive fu piuttosto una conseguenza di quel Natale... Però, sempre col senno di poi, penso che aver ricevuto regali a sorpresa negli anni mi abbia allenato al caso e alle sue stramberie.
Ma vabbè, veniamo a noi e a questo Natale.
A proposito Babbo Nata', ma ti sei reso conto di quanto stiamo inguaiati? Mo' io non lo so che genere di letterine ti arrivino oggi, ma dove ti giri e dove ti volti vedi solo gente che sopravvive: corriamo come lucertole fuori controllo, con l'acqua alla gola, sia in termini di tempo che di circostanze. Per non parlare poi di quelli che sopravvivono davvero: al destino, alle perdite, alle malattie,  alla classe politica (che ci meritiamo) e a ogni altra bruttura di cui la vita è capace. Già, sopravviviamo, quindi figurati se possiamo desiderare!!!
Vabbè - penserai a questo punto - Ma allora da me che cazzo vuoi, che mi scrivi a fare che c'ho tante di quelle cose da fare prima di mezzanotte: prepara la slitta-caricala di doni-imbriglia le renne...
Babbonatà, quando ho cominciato a scrivere ce l'avevo un desiderio, e se sei un poco magico come dici lo sai pure qual è, però mano a mano che scrivevo mi sono resa conto che tutto sommato è qualcosa che non è così urgente... oh certo, poi se ti avanzasse del tempo...

Però a sto punto neanche avrebbe senso una letterina a Babbo Natale senza richiesta....
E vabbè allora facciamo così. Io ci metto una richiesta generica, come i medicinali, qualcosa che valga un po' sempre dovunque e comunque:
- Ti chiedo soluzioni. Qualcosa che serva a barcamenarsi nel fantasioso sadismo di signor Destino, che tanto ho capito che ne sa sempre una più di me.
- Laddove di soluzioni non se ne vedono, almeno al colpo d'occhio, ti chiedo volontà per la loro ricerca. Secondo me una soluzione ogni tanto rinfocola la Speranza, che giusto quella ci fa andare avanti.
- E se proprio co' sta crisi, di soluzioni sei a corto anche tu, ti chiedo un sorriso. Almeno, pure di fronte ai cubi di Rubik che ci scaglia addosso la vita uno si fa una bella risata e magari la disperazione comunque si tramuta in Speranza.

Grazie dell'attenzione Babbonatà, e scusa se ho scritto così tardi.
E un'ultima cosa: Buon Natale anche a te Babbonatà, che chissà se in tutto sto marasma di letterine e incombenze qualche augurio lo ricevi anche tu.

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